Il resoconto che segue riguarda i fatti successi ieri sera, lunedì 26 marzo, a Piacenza nelle immediate vicinanze dello stadio Garilli tra le 20.30 e le 22.15.
Arrivo con un amico da Milano, non ho i biglietti perché ho potuto decidere di venire solo 1 ora prima dell’incontro. L’intenzione, viste le condizioni imposte dalla legge, è quella di raggiungere il settore dei tifosi di casa. A malincuore, ma per la Cremo ho fatto ben altro in questi ultimi 20 anni.
Arrivo allo stadio dall’autostrada ma i Vigili mi obbligano a dirigermi verso il parcheggio dei tifosi grigiorossi. Spiego che vengo da Milano, che non ho i biglietti e che vorrei acquistarli. Niente. Sono costretto a dirigermi verso la curva grigiorossa. Non ho il biglietto ma non c’è nessuno che controlla gli ingressi. Nessuna perquisizione, niente biglietti nonostante le migliaia di euro di soldi pubblici spesi per la sicurezza, i paroloni sulla prevenzione e tutto ciò che viene propinato ai cittadini da giornalisti che non hanno mai visto una curva. Quella riservata agli ospiti a Piacenza è simile a una grande gabbia. Interamente costruita in metallo, piena di grate, reti. Un posto assurdo per guardare una partita in tranquillità. Le porte esterne, contro ogni logica umana vengono chiuse dall’esterno. In caso di malori o incidenti ai tifosi nessun addetto alla sicurezza staziona nei paraggi. Siamo in prigione.
Finisce il primo tempo, la Cremo perde. Non ce la faccio a stare in gabbia oltre tutto ho fame, non ho fatto in tempo a cenare. Non c’è nessun bar nei paraggi. Voglio mangiare ho la roba in macchina. Ero venuto a vedere una partita di calcio e mi trovo in una situazione paradossale.
Mi accorgo che i cancelli non sono chiusi con il lucchetto ma solo accostati e serrati da una sbarra mobile di ferro. Incredibile ma vero! Aiutandomi con un’astina di ferro recuperata per terra faccio scorrere la sbarra fino a sentire il clac, la porta si apre. Esco. Subito mi bloccano due funzionari della Digos. Mostro il tesserino da giornalista, in una delle rare occasioni della mia vita in cui è davvero servito. Spiego che devo andare un attimo alla macchina, che poi ritorno. Le forze dell’Ordine hanno sempre rispetto di tessere e tesserini vari. Passo il primo sbarramento. Una muraglia di carabinieri in tenuta antisommossa.
La situazione, il numero di poliziotti e carabinieri, l’uso ostentato di manganelli, maschere a gas e i temibili gas lacrimogeni, mi ricordano sempre più i giorni di Genova 2001, sguardi che non potrò mai scordare. Sadici, pervasi da un odio mai visto prima d’allora.
Anche loro come i colleghi durante le giornate genovesi, ridono, si caricano a vicenda, continuano a far girare i manganelli. Alcuni sembrano alterati, quasi drogati. Inizio a sentire odore di bruciato. Passo il primo sbarramento e arrivo al secondo. Qui c’è la Polizia, saranno in 50. Tenuta antisommossa, ginocchiere, aria spavalda qualcuno mi provoca inutilmente. Gridano ai superiori in forte accento meridionale dai carichiamoli questi stronzi, bastardi, dai entriamo, carichiamo. L’ultimo posto di blocco, il terzo è il peggiore. Fazzoletti calati sul viso, alcuni vestiti da ultras, diversi poliziotti in borghese con l’immancabile radiolina per le comunicazioni. Un poliziotto appena passo sbatte il manganello sui guanti, mi guarda e dice, ammazziamoli questi bastardi, questo nord di merda, senti come gridano…
Credo che quanto ho scritto, e soprattutto quanto ho sentito dalle voci degli amici raggiunti al telefonino oggi, sia una vergogna per uno stato che si crede democratico ma che non è più tale.
L’atteggiamento sadico e la sicurezza dell’impunità sono due comportamenti che un pubblico ufficiale, pagato con i soldi che versiamo noi tutti con le tasse, non dovrebbe mai permettersi di avere, pena il decadimento delle forme di convivenza civile. Proprio come è successo ieri. Una serata Piacenza 2006 che si inserisce negli ormai numerosi casi di incapacità di gestione della pubblica sicurezza iniziati a Napoli nel 2000 e continuati a Genova 2001, all’Ospedale San Paolo di Milano, Lazio-Livorno 2005, Verona-Brescia, Milano 2006. Troppo numerosi per parlare di una coincidenza, di un errore, di casi isolati. Casi in cui l’informazione a senso unico e giornalisti compiacenti, forniscono dati distorti, immagini costruite ad hoc, mentre i tempi della Giustizia vanificano ogni tentativo di punire i veri colpevoli delle violenze indiscriminate che colpiscono fisicamente spesso i più deboli, chi non riesce a scappare, chi si trova in mezzo per caso.
Farò tutto quanto è possibile per diffondere quanto visto. La lotta contro la violenza poliziesca riguarda tutti, tutti i cittadini indipendentemente dalla loro fede calcistica, politica o religiosa. Prima si combatte meno danni farà in seguito.

6 commenti:
MERDE BLU!!!!!!!!!!!!
Fatelo a loro l'antidoping, non ai ragazzini di 17 anni....MERDE
Stato di polizia del cazzo......
Cerchiamo di votare bene il 10 aprile....e con questo non voglio polemizzare con nessuno.....anche quando c'era la sinistra al governo la polizia si comportava così
ragazzi, se vi va una di queste sere ci si vede in giro... vi devo raccontare delle cose allucinanti a proposito del derby. Magari domani sera all'arci.
volentieri... il grosso problema è che c'è ancora gente che crede in quello che scrivono i giornali... e pensa che il male sia tutto da una parte sola!
Cari Stoned, mi sa che la ruota sta girando veramente... grazie a filmati e foto scattate dai pullman e dalle macchine, forse si riusciranno ad individuare i valorosi "vestiti uguali" che (gratuitamente) hanno: pestato a sangue gente che non c'entrava nulla, sparato lacrimogeni su pullman carichi ed in casa di civili, rotto volontariamente fanali e vetri dei pullman, lanciato sassi di grandi dimensioni verso gente senza scudo... per non dire tutto il resto...
Per un "assaggio" date un'occhiata qui:
http://www.forumfree.net/?t=7361798&st=15
... non ho parole ...
Incredibile come io riesca a stupirmi ancora, dovrei averci fatto il callo, e invece ogni volta è come la prima... del resto basta vedere le "buone maniere" delle forze dell'ordine quando ti fermano in macchina per un normale controllo di routine, manca poco che per farti scendere ti puntino contro l'arma di ordinanza! Ovviamente le cose cambiano se sei dotato di tette!!!!! Ciao......
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